Una
sfida per il Paese
Il lavoro nero rappresenta uno dei principali
problemi del nostro paese, colpisce milioni
di uomini e donne nella loro dignità
di lavoratori e nella loro sicurezza,
danneggia la parte sana del sistema produttivo
ed è la causa maggiore di evasione
fiscale e previdenziale. Contrastare l’economia
sommersa è la premessa per aumentare
il livello di democrazia e cittadinanza
nel nostro paese, per qualificare il sistema
produttivo, rendere più moderno
e giusto il sistema fiscale e quindi il
sistema di protezione sociale recuperando
ingenti risorse, più equilibrato
e trasparente il mercato, combattere l’illegalità
diffusa...
Contrastare il lavoro nero in Italia richiede,
infine, una politica di medio-lungo periodo
attenta alle specificità, alle
dinamiche territoriali e settoriali, coerente
nei suoi passaggi e nelle proposte. Con
la consapevolezza che anche il “mercato
sommerso” tende ad evolversi, accompagnando
in maniera parallela l’evoluzione
del mercato del lavoro più in generale...
»
continua |
01/12/2006
Cari naviganti, compagni
ed amici,
il sito chiude, a conclusione della campagna
"il Rosso contro il nero" che
la Cgil nazionale ha lanciato con il suo
15° congresso. Durante questa campagna
sono state svolte innumerevoli iniziative
in tutte le strutture della Cgil, con grande
partecipazione ed interesse di iscritti,
lavoratori (anche in nero), intervento di
amministrazioni locali, associazioni d'impresa,
parlamentari.
Dall'inizio della campagna siamo riusciti
a concludere una piattaforma unitaria sulle
questioni da rivendicare al governo e alle
associazioni dei datori di lavoro, validata
il 18 luglio 2006.
Ora, la proposta di legge finaziaria in
discussione in Parlamento contiene importantissime
misure, in larga parte frutto delle nostre
proposte.
Riepilogando:
A) Maggiore efficacia dell'attività
repressiva attraverso:
Sostanziale aumento degli ispettori;
Interconnessione delle banche dati di Insp,
Inail, Agenzia delle Entrate, Camere di
Commercio;
Generalizzazione del DURC (Ducomento Unico
di regolaità contributiva) a tutti
i settori:
Introduzione degli indici di congruità,
il cui rispetto sarà dirimente per
ottenere benefici e partecipare alle gare
d'appalto;
obbligo per tutte le imprese di comunicare
ai servizi per l'impiego il nominativo della
persona che si assume il giorno prima dell'inizio
del lavoro;
obbligo di applicazione dei CCNL per partecipare
alle gare d'appalto;
B) per il sostegno delle imprese e dei lavoratori
emersi:
a partire dal 1 gennaio e fino al 30 settembre
si possono fare accordi aziendali o territoriali
per regolarizzare i lavoratori in nero;
per fare questo le imprese dovranno versare
i 2/3 dei contributi non versati per ogni
lavoratore, per un periodo fino ad un massimo
di 60 mesi pregressi; da quel momento ai
lavoratori saranno applicati integralmente
i CCNL, e l'impresa potrà beneficiare,
se li assume a tempo indeterminato, dei
beneific previsti dalla legge finanziaria
(riduzione della base imponibile per il
calcolo dell'IRAP); l'impresa ha comunque
l'obbligo di mantenere al lavoro i lavoratori
per almeno 24 mesi dopo l'accordo;
- si potranno definire con le Regioni e
le Amministrazioni locali dei "piani
territoriali di emersione" attraverso
cui assistere attraverso servizi reali le
imprese (ed i lavoratori) che avranno firmato
gli accordi;
per i lavoratori immigrati sono in dirittura
d'arrivo le misure che consentiranno di
regolarizzare i lavoratori clandestini che
siano stati ridotti in condizione di sfruttamento
e di schiavitù, con pene molto severe
per i trafficanti e i datori di lavoro ch
se ne servissero.
Tutto questo ora ci carica di responsabilità,
perché queste misure dovranno diventare
iniziativa nel territorio e azioni concrete
di regolarizzazione del lavoro dei tanti
che sono sfruttati e lavorano in nero.
Vi ringraziamo del sostegno che ci avete
voluto dare, e vi chiediamo di non farcelo
mancare in futuro!
A presto, nelle Camere del Lavoro, nelle
categorie, in tutte le iniziative che continueranno
per combattere questa piaga e innalzare
il livello di civiltà del nostro
Paese. Potrete continuare a seguirci clikkando
su www.cgil.it
e andando poi al sito del Dipartimento Politiche
attive del lavoro: www.cgil.it/politiche-lavoro
la Cgil nazionale |